Il travolgente successo riscosso dalla Citroën 2CV a partire dal lancio nel 1948 aveva infatti convinto anche la Renault a lanciarsi nel settore delle vetture che oggi chiameremmo “low cost”. Nascono così nel 1961 la Renault4, ispirata nella filosofia generale alla piccola di casa Citroën che nel frattempo continuava ad essere un best-seller per prezzo ed economia d’esercizio.  La piccola Renault4 (affiancata inizialmente da una versione ancora più spartana: la Renault3, che ebbe breve vita) era dotata di motore raffreddato ad acqua di cilindrata doppia rispetto alla 2CV e di una carrozzeria un po’ più convenzionale, per giunta dotata di portellone posteriore. Molti clienti della 2CV si lasciarono sedurre dalla nuova Renault e le vendite della bicilindrica Citroën iniziarono a calare in maniera sensibile. Fu a quel momento che Pierre Bercot, allora direttore generale (e presidente) di Automobiles Citroën, chiese ai suoi progettisti una versione rinnovata della 2CV per far fronte alla concorrenza della nuova e temibile R4.

Il progetto denominato AY prese quindi il via nel 1964: più che di una nuova vettura, si trattava di una evoluzione fatta tramite una scelta tra il materiale disponibile nella gamma dei modelli A (2CV e AMI6) ed una carrozzeria completamente nuova. Chassis a piattaforma, scocca imbullonata, portiere, portellone, parafanghi e cofano amovibili. Il centro stile Citroën, da poco passato sotto la direzione di Robert Opron che succedeva a Flaminio Bertoni, scomparso all’inizio del 1964, era impegnato con vari progetti: il restyling della DS con il nuovo frontale (l’ultimo lavoro di Bertoni) ed un nuovo modello medio (progetto F) che avrebbe dovuto inserirsi nella gamma Citroën tra l’AMI6 e le versioni base della DS. La direzione della marca scelse quindi di affidare il compito di disegnare la carrozzeria della “nuova 2CV” a Louis Bionier, direttore dello stile della Panhard, società da poco entrata nella gruppo industriale Citroën. Bionier propose delle linee tese, più squadrate di quelle della 2CV e che in certi punti (parafanghi e luci posteriori) ricordano quelle delle ID/DS. Le nervature che corrono sulla fiancata e sul cofano sono una necessità: le lamiere sono piuttosto sottili e queste piegature donano ai pezzi di carrozzeria maggior solidità. Il parabrezza è più grande, così come i vetri laterali ed il lunotto posteriore. Le portiere sono dotate di guarnizioni realmente efficaci e (rispetto alla 2CV) la Dyane è una vettura silenziosa e priva di spifferi. La miglior aerodinamica consente alle prime Dyane di filar via sul filo dei cento orari con consumi inferiori a quelli della 2CV. Per lo stile interno (plancia e pannelli) l’incarico fu dato ad Henri Dargent, già collaboratore di Flaminio Bertoni, che rispettò le quote generali della 2CV proponendo un avveniristico cruscotto in plastica poggiato su una mensola in metallo simile a quella di 2CV e AMI6. Sulle versioni Confort, un volante Quillery a due razze in plastica intonata a quella della plancia (nera all’inizio, blu subito dopo) completa l’armonia interna della nuova Dyane.

La presentazione ufficiale alla stampa è fissata per il giorno 29 agosto 1967. La nuova Dyane  (denominazione tecnica AYA) è disponibile con una sola motorizzazione, la stessa della 2CV: un bicilindrico raffreddato ad aria di 425cc, ma grazie ad un carburatore diverso la potenza passa da 18 a 21 cavalli mentre la coppia resta più o meno la stessa.  Due i livelli di finitura: Luxe e Confort.

La Dyane Luxe ha rivestimenti semplificati che lasciano visibile l’armatura laterale del sedile, volante in ferro e panchetta anteriore fissa. Per regolarla è necessario staccarla e fissarla di nuovo su una delle cinque possibili posizioni previste dal costruttore. Sulla Confort i rivestimenti comprendono i lati dei sedili, il tessuto è più gradevole e (in opzione) si possono avere due sedili anteriori separati e regolabili. Il prezzo di lancio è fissato in 6059 franchi per la Luxe e 6694 per la Confort, contro i 5394 franchi della 2CV versione AZA (l’unica rimasta a listino dopo l’arrivo della Dyane) ed i 7078 della versione base dell’AMI6 (l’AMI6 Confort ne costa 7173).

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