Dopo aver cambiato il mondo dell’automobile, rivoluzionando i metodi di produzione e definendone i codici nel settore della vendita e nella comunicazione, all’inizio degli anni ‘30 André Citroën decise di riformare profondamente anche il prodotto, avviando il progetto PV (Petit Voiture) che avrebbe portato alla nascita della Traction Avant.

Tra le principali innovazioni costruttive introdotte da Citroën sino a quel momento, c’era la produzione in grande serie, tramite catena di montaggio, lo stampaggio in acciaio della scocca, che rimpiazzava la tradizionale costruzione a chassis separato ed il sistema “moteur flottant” che portava in Europa la sospensione elastica anche per il gruppo motore/cambio, riducendo drasticamente le vibrazioni trasmesse alla scocca. A tutto questo, la nuova, rivoluzionaria vettura avrebbe aggiunto una carrozzeria aerodinamica, bassa e filante, resa possibile dalla soppressione del differenziale posteriore e dell’albero di trasmissione: innovazioni permesse dall’adozione della trazione anteriore e dallo spostamento del cambio di velocità e del relativo differenziale davanti al motore. Dietro a tutto questo c’era un team di progettisti unico al mondo, capitanato da un ingegnere aeronautico di nome André Lefebvre che dopo molti anni al settore auto della Avion Voisin, era stato per qualche mese alla Renault ed infine si presentò al quai de Javel, presso la fabbrica Citroën; fu ricevuto personalmente da André Citroën che lo assunse immediatamente, inquadrandolo nel suo Bureau d’Etude di rue du Théâtre a Parigi, affiancandolo all’altro genio che già faceva parte della scuderia del Double Chevron: il designer italiano Flaminio Bertoni.

Da questi due uomini, a tempo di record, prenderà vita il prototipo della PV (Petit Voiture, nome in codice della futura Traction) che sarà inizialmente equipaggiato addirittura con un moderno cambio automatico con convertitore di coppia, progettato dall’ingegner Sensaud de Lavaud per conto di Citroën, abbandonato all’ultimo momento in favore di una trasmissione manuale. La forma della PV, ispirata a quella di un cigno, è filante. La vettura è spaziosa, comoda e ben molleggiata, grazie alla sospensione a barre di torsione che rimpiazzano le tradizionali balestre. L’aver abbassato l’abitacolo di oltre venti centimetri rispetto ai modelli tradizionali ha permesso (per la prima volta nella storia dell’automobile) di produrre una berlina priva di predellini, a tutto vantaggio dell’aerodinamica e dell’eleganza della carrozzeria.

La progettazione di una vettura così rivoluzionaria fu fulminea: André Lefebvre fu assunto nel marzo del 1933, a giugno i piani di costruzione definitivi erano pronti e nel corso della stessa estate furono realizzati i primi due prototipi! Si trattava di vetture che possedevano già la forma generale della futura Traction e che montavano il motore progettato per la nuova vettura da Maurice Sainturat ed un cambio tradizionale, in attesa dell’automatico “Turbine”, all’epoca in progettazione. Ai primi due, si aggiunsero diversi altri prototipi che servirono anche da modello per la realizzazione degli stampi per le grandi presse americane “Budd”, che Citroën impiegava già da diversi anni. La vettura definitiva fu pronta nel marzo del ‘34, un anno esatto dopo l’ingresso di Lefebvre a Javel: il 24 dello stesso mese pochi, selezionati Concessionari della marca del Double Chevron furono convocati per presentare loro “una sorpresa”: la 7, come venne brevemente battezzata la prima delle Traction Avant era pronta a prendere la strada.

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