C’è un momento preciso nella storia di Peugeot in cui la polvere della pista si è mescolata alla vernice delle auto stradali. Siamo nel 1993. Sul circuito della Sarthe, le Peugeot 905 dominano la 24 Ore di Le Mans conquistando l’intero podio. È un trionfo assoluto, una dimostrazione di superiorità tecnica che il marchio decide di celebrare in modo insolito: non con poster o slogan, ma con delle automobili. Nascono così le serie “Le Mans”, una piccola trilogia che oggi rappresenta una delle pagine più affascinanti del collezionismo Peugeot degli anni ’90. L’elemento che univa la compatta Peugeot 106 Le Mans, la equilibrata Peugeot 306 Le Mans e l’ammiraglia Peugeot 405 Le Mans non era solo il badge. Era un’identità precisa: il Rosso Lucifer, dettagli specifici e soprattutto una base tecnica presa dalle versioni più sportive della gamma. Ma ciò che rendeva speciali queste auto era soprattutto da dove derivavano.
106 Le Mans
Basata sulla Peugeot 106 XSi, manteneva la filosofia delle piccole sportive leggere. Il motore 1.4 della famiglia TU sviluppava circa 95 CV, abbinato a un cambio manuale a 5 marce e a un peso inferiore ai 900 kg. Con il classico retrotreno Peugeot a barre di torsione, era una piccola hatchback estremamente reattiva e coinvolgente.
La 106 Le Mans si riconosce per le classiche mostrine che la distinguono dalla XSi modello dalla quale deriva
306 Le Mans
Derivava dalla Peugeot 306 S16, una delle compatte sportive più apprezzate dell’epoca. Il suo 2.0 16 valvole della famiglia XU sviluppava circa 150 CV, permettendo uno 0-100 in circa 8 secondi e una velocità massima intorno ai 215 km/h. Il telaio della 306, con il famoso retrotreno autosterzante passivo, era uno dei più efficaci della categoria.
La Peugeot 306 Le Mans
405 Le Mans
La base tecnica era la celebre Peugeot 405 Mi16. Il quattro cilindri 1.9 16 valvole da circa 160 CV trasformava questa berlina in una vera sportiva mascherata. Con una velocità massima vicina ai 220 km/h e un telaio molto equilibrato, rappresentava il vertice tecnico della serie.

Peugeot 405 Le Mans la “perla rara” della serie
Oggi incrociare una di queste vetture è raro. Non erano edizioni pensate per il marketing di massa, ma per celebrare una vittoria storica con auto che conservavano la stessa filosofia meccanica delle Peugeot sportive dell’epoca: motori aspirati brillanti, telai leggeri e una dinamica di guida che metteva sempre il conducente al centro. La serie Le Mans resta così uno degli ultimi tributi a un’epoca in cui le vittorie della domenica alla 24 Ore di Le Mans si trasformavano, letteralmente, nelle emozioni del lunedì mattina.
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