Citroën DS lasciò il mercato italiano in punta di piedi anche se, come possiamo ben vedere ancora oggi, non se ne andò mai davvero. Diventò un usato assolutamente valido per le sue doti di stradista ed il confort. La versione break affiancò la neonata ammiraglia CX per più di un anno, senza dimenticare il fatto che DS, dal cuore degli appassionati – sì, ce n’erano anche quando la Dea era in produzione! – non è mai sparita del tutto, continuando ad alimentare il già citato mercato dell’usato prima e quello dei collezionisti poi. Non a caso il Club IDéeSse (l’associzione italiana dedicata a DS)  fu fondato nel 1990. Riavvolgiamo ora il film fino al 1974 che è, per l’Italia, l’anno della svolta. La crisi del gruppo Citroën, innescata dalla congiuntura mondiale, dal prezzo del petrolio alle stelle e dalle difficoltà internazionali del marchio, si ripercuote anche sulla filiale italiana che vedrà ridurre in maniera significativa i propri fatturati. Mentre le ultime campagne DS continuavano a esaltarne le prestazioni, sottolineando come “Citroën ha aumentato la potenza”, perché “Anche a chi non piace correre, piace moltissimo sapere di poter correre”, gli slogan invitavano il pubblico a mettere alla prova la vettura anche nei contesti più difficili: “Cose impossibili per una grossa cilindrata ma non per una DS”.
Allo stesso modo veniva rimarcata l’affidabilità, con messaggi che ricordavano ai conducenti che, pur “Anche se non puoi più fare i 180 Km/h da casello a casello, non rinunciare alle cose giuste, vere, importanti di un’automobile: la sicurezza, il confort, cose che nessuno ha il diritto di toglierti. Cose che una DS ti ha sempre dato”.

La DS Pallas, Sicuramente il modello di punta più ambito dagli appassionati della Dea

Nei saloni di vendita, da settembre aveva fatto la sua comparsa la nuova Citroën CX e, sempre nel ’74, le DS vendute in Italia saranno 4.185 su un totale di 53.358 Citroën immatricolate sul nostro mercato. Quell’anno si chiuse con gli accordi tra Peugeot e Michelin per il salvataggio di Citroën e la conseguente costituzione del gruppo PSA. Nel listino prezzi di Citroën Italia del gennaio del 1975, la gamma DS era formata dalle DSpécial/DSuper5, DS20 Pallas, DS23 carburatore o iniezione, Confort o Pallas e dalle Break20 e Break23, disponibili nelle varianti Break, Familiale e Ambulanza. Una DSpécial costava 2.934.400 lire, per una CX2000 ce ne volevano 3.832.640.

Depliant dell’epoca di presentazione delle varie versioni DS disponibili nel 1974

La CX2200 costava, in strada, 4.790.500 lire, la DS23 Iniezione Elettronica Pallas poco di più: 5.226.000 lire. Per comprare una SM, a gennaio ’75, ci volevano ben 11.375.000 lire: circa il prezzo di un monolocale in centro a Milano. Mentre ad Aulnay (F), sulle modernissime linee di montaggio, la CX aveva soppiantato le vetture della gamma D, l’ultima DS uscì dalla fabbrica di Javel il 24 aprile del ’75.  Con la produzione ormai al lumicino, le DS che arrivavano presso i Concessionari italiani  erano in gran parte quelle rimaste nei piazzali di smistamento dei vari stabilimenti ed in quelli del trasportatore Züst Ambrosetti ad Arluno (MI).

La nuova Citroën CX presentata nel 1974

Le prime vetture della gamma D a non essere più fornite furono le DSuper5, la cui produzione era stata trasferita ad Aulnay ed era terminata già alla fine del ’74, poi si esaurirono anche le DS20 Pallas (un “must” in Italia). Le ultime malinconiche DS che occuparono i saloni dei Concessionari italiani, nella stragrande maggioranza dei casi, furono DSpécial e DS23, il minimo ed il massimo della gamma D. Quasi tutte bianche o di colore Beige le DSpécial, metallizzate (Brun Scarabée o Vert Argenté) le seconde. Le Break20 e qualche Break23, incluse le ambulanze, continueranno ad esser vendute (benché fuori listino) per buona parte del 1976, fino all’arrivo della CX Break. In tutto il 1975, le auto della gmma D vendute in Italia non saranno che 163. Nei vent’anni di produzione, le ID, D e DS vendute in Italia saranno 70.606.  Tra il 1956 ed il 1969, verranno vendute 15.293 ID e 12.934 DS. Dal 1970 alla fine della produzione, le vetture della gamma D (che era stata unificata) vendute dai Concessionari italiani saranno 42.379.

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