Nel 1966, mentre Peugeot raccoglieva risultati sportivi importanti e Renault consolidava la propria posizione sul mercato europeo, le due case francesi iniziarono a interrogarsi sul futuro dell’industria automobilistica. Il contesto stava cambiando rapidamente: l’apertura completa del mercato della Comunità Economica Europea, prevista per il 1968, prometteva una concorrenza più dura, soprattutto da parte dei grandi gruppi internazionali. In questo scenario maturò l’idea, allora piuttosto inusuale, che due costruttori storicamente concorrenti potessero collaborare su alcuni fronti senza rinunciare alla propria identità.

I loghi Peugeot e Renault di metà anni ’60

Il 22 aprile 1966 Renault e Peugeot resero pubblica un’intesa di principio che non prevedeva fusioni né partecipazioni incrociate, ma una cooperazione tecnica e industriale mirata. L’obiettivo era condividere studi, componenti e investimenti, riducendo i costi di sviluppo e affrontando con maggiore solidità le sfide future. Fu un accordo prudente, costruito passo dopo passo, più orientato alla razionalizzazione che a risultati immediati visibili al pubblico.

Il V6 PRV nato dalla collaborazione tra Peugeot, Renault e Volvo. In varie versioni (a carburatori e ad iniezione), venne utilizzato da molte vetture tra le quali, la inusuale Lancia sulla Thema 6V

Tra i primi frutti di quel dialogo ci fu anche un progetto ambizioso, noto internamente come “Projet H”: una grande berlina di alta gamma, con un motore V8 sviluppato congiuntamente, pensata per posizionare Renault e Peugeot in un segmento allora dominato da costruttori stranieri. Il progetto avanzò per circa un anno, ma venne abbandonato nel 1967, quando apparve chiaro che il mercato europeo non era pronto ad assorbire un’auto di quel tipo e che i costi sarebbero stati difficilmente sostenibili. Nonostante ciò, il lavoro svolto non andò completamente perduto e contribuì a formare una base tecnica e culturale per collaborazioni successive.

La cooperazione trovò una forma più concreta alla fine del decennio, quando nel 1969 nacque La Française de Mécanique, una joint-venture paritaria tra Renault e Peugeot con sede a Douvrin, nel nord della Francia. Qui prese avvio una produzione comune di motori che avrebbe segnato profondamente gli anni Settanta e Ottanta, dando vita a propulsori condivisi utilizzati su numerosi modelli dei due marchi. Da quella esperienza sarebbe nato anche il celebre V6 PRV, sviluppato insieme a Volvo, figlio diretto di quell’idea, emersa già nel 1966, che la collaborazione potesse essere una risposta concreta a un’industria sempre più complessa.

Rileggendo oggi quell’accordo, appare chiaro come il 1966 rappresenti un momento di passaggio: un anno in cui Peugeot e Renault, pur restando concorrenti, iniziarono a sperimentare una forma di cooperazione industriale destinata a lasciare tracce durature. Un processo discreto, lontano dai riflettori, ma significativo quanto le vittorie sportive e i modelli che ancora oggi raccontano quell’epoca.

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